{"id":6266,"date":"2018-07-27T18:37:00","date_gmt":"2018-07-27T18:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/servotecnica.com\/project-work-polimi\/"},"modified":"2023-04-21T11:35:36","modified_gmt":"2023-04-21T11:35:36","slug":"project-work-polimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/servotecnica.com\/it\/project-work-polimi\/","title":{"rendered":"Project Work PoliMi"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 le aziende dovrebbero creare relazioni durature con le Universit\u00e0<\/h2>\n\n<p>La collaborazione tra l\u2019industria e il mondo accademico, \u00e8 da sempre un argomento insieme interessante e complesso e come conseguenza della rapida evoluzione del mercato e della metamorfosi continua del mondo accademico, \u00e8 oggi pi\u00f9 che mai argomento d\u2019interesse per le aziende.<\/p>\n\n<p>Servotecnica considera da sempre di grande valore la collaborazione con gli istituti di ricerca e le Universit\u00e0 d\u2019eccellenza del settore quali l\u2019IIT, i Politecnici di Milano, Torino e Trento ma anche l\u2019universit\u00e0 Sant\u2019Anna e cos\u00ec via. In queste collaborazioni, benefit e mission aziendale si contendono il ruolo di driver del progetto; se da una parte \u00e8 di indiscutibile valore l\u2019avere accesso agli ultimi risultati di ricerca e alle tecnologie innovative, dall\u2019altra crediamo sia un dovere morale per le aziende farsi carico della formazione pratica che le universit\u00e0, per loro natura, non possono offrire direttamente.<\/p>\n\n<p>Al di l\u00e0 dei risultati concreti di queste esperienze -solitamente sponsorizzate dalle aziende-, crediamo sia interessante la diversit\u00e0 di approccio che contraddistingue i due modelli di business, entrambi validi e potenzialmente di mutuo beneficio qualora mescolati. Spesso le aziende preferiscono metodologie pi\u00f9 empiriche, calate in applicazioni specifiche, laddove le universit\u00e0 prediligono modelli pi\u00f9 teorici e universali. Qual \u00e8 la strada giusta? La risposta \u00e8 che dipende. Questo tipo di collaborazioni pu\u00f2 servire a trovare nuove vie e, nel migliore dei casi, ad aumentare l\u2019efficienza di entrambi.<\/p>\n\n<p>Il percorso per una proficua collaborazione universit\u00e0-azienda non \u00e8 comunque privo di difficolt\u00e0. Data la diversit\u00e0 dei due modelli di business, \u00e8 importante convergere l\u2019investimento su un obiettivo comune. Le universit\u00e0 sono volte all\u2019educazione delle persone, alla creazione di nuova conoscenza e all\u2019eccellenza di quella acquisita. Diversamente, le aziende si focalizzano nel vincere le sfide di un ambiente competitivo e puntano ad avere successo sul mercato.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un vantaggio per universit\u00e0 e aziende<\/h2>\n\n<p>Quando si d\u00e0 vita a una partnership, \u00e8 normale crearsi delle aspettative dal partner: le aziende cercano lezioni di innovazione, know-how ed educazione di alto livello, mentre le universit\u00e0 si aspettano una chance per i loro studenti di entrare in contatto con il mercato reale, con stage e altre occasioni che incoraggino la crescita professionale. Entrambe le parti hanno quindi interessi specifici. A nostro parere, una win-win situation \u00e8 raggiunta quando studenti ben formati sulle nuove metodologie incontrano aziende in grado di trasferire queste competenze all\u2019interno di progetti reali.<\/p>\n\n<p>Solitamente, le aziende che non acquisiscono queste competenze crescono pi\u00f9 lentamente. Si perdono l\u2019accesso tempestivo alle ultime ricerche e metodologie che si traducono in tempi di sviluppo pi\u00f9 lunghi e tumultuosi.<\/p>\n\n<p>Last but not least, l\u2019esclusione dal mondo accademico, porta le aziende a risultare meno attrattive per gli studenti pi\u00f9 talentuosi, in un mondo dove le competenze di alto valore sono uno degli asset aziendali principali.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La collaborazione con Gimatic e il Politecnico di Milano<\/h2>\n\n<p>In seguito al rapporto creatosi dalla collaborazione con Gimatic per la realizzazione dell\u2019applicazione Gripper, cresce il nostro interesse per uno dei prodotti pi\u00f9 innovativi del loro catalogo: la serie di motori lineari ML. Inizia cos\u00ec la ricerca di una soluzione competitiva di sistema con motori lineari a geometria tubolare. Tema della ricerca: caratterizzazione ed ottimizzazione di un sistema composto da motore tubolare, feedback e azionamento, attraverso un modello matematico affidabile che ne consenta lo studio allo scopo di migliorare le performance del motore. Alla ricerca di un partner strategico per questa attivit\u00e0, siamo venuti a conoscenza del ProjectWork, un programma promosso dal Corso di Studi in Ingegneria dell\u2019Automazione del Politecnico di Milano, volto alla creazione di un canale di comunicazione tra l\u2019universit\u00e0 e le aziende. Le offerte di collaborazione con il PoliMi si diversificano per costi, tempo e risorse coinvolte. La forma pi\u00f9 diffusa \u00e8 quella dell\u2019elaborato di tesi, nella quale l\u2019azienda presenta un progetto per via di un docente\/tutor. Seppur vantaggioso in termini prettamente economici, la commissione della ricerca ad una sola persona per un periodo limitato a 6 mesi, \u00e8 facile che si traduca in un risultato poco soddisfacente per l\u2019azienda. Un\u2019altra tipologia \u00e8 quella del contratto di ricerca, dove l\u2019azienda commissiona il progetto all\u2019ateneo che, in seguito ad un\u2019analisi preventiva, definisce tempi e costi di sviluppo. Questo approccio ha una percentuale di riuscita maggiore, seppur economicamente pi\u00f9 gravoso. Il ProjectWork si inserisce tra le due modalit\u00e0, con una durata di 6 mesi e pi\u00f9 persone coinvolte. Il sistema In collaborazione con Gimatic, abbiamo quindi presentato il progetto \u201cCaratterizzazione ed ottimizzazione della soluzione composta da feedback incrementale \/ motore lineare Gimatic \/ azionamento Copley Control\u201d, con l\u2019obiettivo di ottenere un modello matematico del sistema.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/headquarters-gimatic.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-6258\" width=\"671\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/headquarters-gimatic.webp 1264w, https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/headquarters-gimatic-768x353.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 671px) 100vw, 671px\" \/><figcaption><em>Headquarters Gimatic<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<p>L\u2019utilizzo di un motore lineare con accoppiamento diretto, \u00e8 stato dettato dalla necessit\u00e0 di svincolarci dalla modellizzazione di parti meccaniche (trasmissioni, giunti, ecc.). Questo ci avrebbe costretto a gestire una componente elastica, influendo negativamente sulla rigidit\u00e0 del sistema. Inoltre, le variabili introdotte avrebbero reso la modellizzazione pi\u00f9 complessa e difficoltosa senza, per contro, costituire un valore per il raggiungimento del nostro obiettivo: aumentare l\u2019efficienza del motore lineare agendo su feedback e controllo.<\/p>\n\n<p>La scelta dell\u2019azionamento Copley fa seguito ad una valutazione delle performance offerte dal mercato, essendosi dimostrato particolarmente adatto per questo tipo di controllo.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Project-work-Motore-Tubolare-Gimatic.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-6246\" width=\"595\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Project-work-Motore-Tubolare-Gimatic.webp 1264w, https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Project-work-Motore-Tubolare-Gimatic-768x431.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><figcaption>Foto del sistema con Motore Tubolare Gimatic<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La struttura del progetto<\/h2>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/luca-bascetta-politecnico-di-milano.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-6255\" width=\"246\" height=\"328\"\/><figcaption><em>Luca Bascetta, PhD &#8211; Associate Professor del Politecnico di Milano e coordinatore del progetto<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<p>Il ProjectWork, coordinato lato Politecnico dal Prof. Luca Bascetta e lato Servotecnica dagli ingegneri Giacomo Parigi e Riccardo Francazi, \u00e8 stato sposato da 15 studenti del corso di Ingegneria dell\u2019Automazione, divisi successivamente in gruppi di lavoro.<\/p>\n\n<p>In ottica di efficienza e incentivazione di un clima positivamente competitivo e al tempo stesso stimolante per gli studenti, i gruppi hanno lavorato sul progetto in parallelo. La condivisione dei risultati \u00e8 avvenuta durante incontri scadenzati, cos\u00ec da favorire lo scambio di informazioni necessario al conseguimento del risultato.<\/p>\n\n<p>\u00c8 stato quindi messo a disposizione del Politecnico un sistema completo sul quale operare ed eseguire i test, e durante la prima fase ci siamo incontrati con gli ingegneri in pectore con scadenza settimanale presso un laboratorio dell\u2019ateneo. Successivamente, in una fase pi\u00f9 avanzata, abbiamo organizzato alcuni incontri presso la nostra sede per velocizzare il processo.<\/p>\n\n<p>Al termine del Project Work, iniziato a Settembre 2017 e terminato a Febbraio 2018, i singoli gruppi hanno presentato i propri progetti comprensivi di: relazione, report e modello matematico (sviluppato tramite Matlab e Simulink).<\/p>\n\n<p>Trattandosi di un progetto universitario, per quanto straordinario, alla fine del percorso ogni gruppo \u00e8 stato valutato in relazione ai risultati ottenuti e ai metodi perseguiti, rendendolo un esame a tutti gli effetti inserito all\u2019interno del piano di studi.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I vantaggi della modellizzazione matematica nei servo sistemi<\/h2>\n\n<p>Gli impianti di produzione industriali che utilizzano automatismi di qualunque tipo, sono vulnerabili a fermi macchina che possono originare da errori in fase di progettazione o da errate logiche di funzionamento. Considerando che un fermo di media\/lunga durata si traduce con buona probabilit\u00e0 nella perdita di un\u2019opportunit\u00e0 commerciale, un\u2019analisi a priori della struttura del servo sistema \u00e8 fondamentale per individuare eventuali debolezze o output indesiderati. L\u2019analisi ex ante delle prestazioni dinamiche di un sistema, \u00e8 oggi possibile tramite l\u2019utilizzo di modelli matematici predittivi.<\/p>\n\n<p>Partendo da budget e livello tecnologico, l\u2019utilizzo del modello matematico permette di sviluppare sistemi ingegneristici sfidanti che, seppur rappresentati con semplicit\u00e0 matematica, mantengono un buon grado di fedelt\u00e0 quando equiparato al sistema fisico.&#13;\nQuesto approccio agile, che permette di comprendere le leggi fisiche e le equazioni matematiche sottostanti necessarie a valutare il comportamento del sistema, permette inoltre di mettere a confronto configurazioni diverse, rendendo possibile una valutazione rapida e supportata dal dato.<\/p>\n\n<p>La modellizzazione permette inoltre di testare valori quali coppia e risonanza e di suddividere il sistema in pi\u00f9 segmenti, pur mantenendo una visione olistica d\u2019insieme. Questo permette a team diversi di lavorare contemporaneamente su progetti complessi, migliorando l\u2019efficienza e conseguentemente abbattendo i costi di sviluppo.<\/p>\n\n<p>L\u2019ampio spettro di utilizzo industriale della modellistica matematica, la rende inoltre funzionale alla determinazione del corretto dimensionamento del servosistema in relazione al ciclo di vita richiesto.<\/p>\n\n<p>Calando questo approccio nel mondo Servotecnica, l\u2019utilizzo di software specifici per l\u2019elaborazione di modelli matematici (quali Matlab, Simulink e altri ancora) rende possibile una drastica riduzione di tempi e costi in fase di progettazione, grazie alla simulazione di servo sistemi che non devono pi\u00f9 essere testati fisicamente durante lo sviluppo, ma solo in fase di validazione. Il modello migliora il supporto alla scelta in fase di pre-vendita e l\u2019assistenza post-vendita grazie all\u2019osservazione del comportamento del sistema quando integrato nella macchina del cliente. Nondimeno, un\u2019attivit\u00e0 di questo tipo \u00e8 apprezzata dalla produzione che riceve insights fondamentali per il suo R&amp;D.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il modello matematico<\/h2>\n\n<p>Al termine del Project work abbiamo quindi ottenuto il modello matematico (fig. 1) dell\u2019intero sistema.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Modello.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-6261\" width=\"-161\" height=\"-35\" srcset=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Modello.webp 1002w, https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Modello-768x172.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 1002px) 100vw, 1002px\" \/><figcaption><em>Fig. 1 \u2013 Modello matematico del sistema<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<p>Il modello \u00e8 stato poi suddiviso in sezioni e validato sul sistema reale. Entrambi i sistemi, simulato e reale, sono stati sollecitati con profili e metodi di pilotaggio differenti (p. in corrente, velocit\u00e0 e posizione). Successivamente sono stati messi a confronto i risultati.<\/p>\n\n<p>Nelle immagini successive (fig. 2) si pu\u00f2 vedere un esempio di risposta dei sistemi comandati in posizione e in velocit\u00e0 con i rispettivi errori, con una comparazione tra sinusoide simulata e reale.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Grafici-pilotaggio-posizione-velocita.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-6252\" width=\"481\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Grafici-pilotaggio-posizione-velocita.webp 1047w, https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Grafici-pilotaggio-posizione-velocita-768x597.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 481px) 100vw, 481px\" \/><figcaption><em>Fig. 2 \u2013 A sinistra i grafici relativi al pilotaggio in posizione; a destra i grafici relativi al pilotaggio in velocit\u00e0<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il capitale sociale<\/h2>\n\n<p>Come per ogni progetto, uno degli asset pi\u00f9 importanti per un\u2019azienda \u00e8 costituito dalle relazioni con i propri partner, siano esse pregresse o in divenire, rese pi\u00f9 solide strada facendo. Questi rapporti costruiti in anni di successi e obiettivi comuni, che vanno sotto il nome di capitale sociale, sono serviti da lubrificante con le parti coinvolte durante tutta la durata del progetto; una variabile fondamentale nell\u2019acquisizione delle informazioni necessarie alla modellizzazione del sistema.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/project-work-polimi-gruppo-di-lavoro.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-6249\" width=\"629\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/project-work-polimi-gruppo-di-lavoro.webp 1264w, https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/project-work-polimi-gruppo-di-lavoro-768x481.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 629px) 100vw, 629px\" \/><figcaption><em>Fig. 3 \u2013 Da sinistra a destra: Riccardo Francazi (Servotecnica), Luca Bascetta (politecnico di Milano), Giacomo Parigi (Servotecnica), Massimo Redaelli (Servotecnica), Luca Fusi (Servotecnica)<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 le aziende dovrebbero creare relazioni durature con le Universit\u00e0 La collaborazione tra l\u2019industria e il mondo accademico, \u00e8 da sempre un argomento insieme interessante e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":12172,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[987],"tags":[],"class_list":["post-6266","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-motion-blog-it"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - 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