{"id":6074,"date":"2020-01-30T16:13:00","date_gmt":"2020-01-30T16:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/servotecnica.com\/come-funzionano-i-sensori-induttivi\/"},"modified":"2023-03-24T16:36:52","modified_gmt":"2023-03-24T16:36:52","slug":"come-funzionano-i-sensori-induttivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/servotecnica.com\/it\/come-funzionano-i-sensori-induttivi\/","title":{"rendered":"Come funzionano i sensori induttivi?"},"content":{"rendered":"\n<p>In genere, i sensori induttivi si utilizzano per misurare posizione o velocit\u00e0, in particolare negli ambienti difficili. Terminologia e tecniche impiegate nel rilevamento di posizione induttivo possono per\u00f2 essere fuorvianti. In questo articolo si descrivono i vari tipi di sensori di posizione induttivi, i principi di funzionamento e i vantaggi che possono offrire.<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Introduzione<\/li><li>Tipi di sensori induttivi<\/li><li>Applicazioni dei sensori induttivi<\/li><li>Punti di forza e debolezza dei sensori induttivi<\/li><li>La nuova generazione di encoder induttivi o incoder<\/li><\/ul>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n<p>I sensori induttivi di posizione e velocit\u00e0 sono disponibili in svariate forme, dimensioni e modelli. Tutti si basano sui principi di funzionamento dei trasformatori e sfruttano un fenomeno fisico legato alle correnti elettriche alternate. La scoperta di tale fenomeno si deve a Michael Faraday, che negli anni Trenta del XIX secolo scopr\u00ec che un primo conduttore di corrente poteva indurre il trasferimento di un flusso di corrente verso un secondo conduttore. Le scoperte di Faraday sono alla base dei moderni motori elettrici, delle dinamo e, naturalmente, anche dei sensori induttivi di posizione e di velocit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Nella categoria dei sensori induttivi di posizione e velocit\u00e0 rientrano semplici interruttori di prossimit\u00e0, sensori a induttanza variabile, sensori a riluttanza variabile, sincronizzatori, resolver e sensori a trasformatore rotativi o lineari differenziali (RVDT ed LVDT), oltre agli encoder induttivi di nuova generazione, detti anche incoder.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Faraday-Millikan-Gale-1913.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6063\" width=\"317\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Faraday-Millikan-Gale-1913.jpg 800w, https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Faraday-Millikan-Gale-1913-575x768.jpg 575w, https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Faraday-Millikan-Gale-1913-768x1025.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 317px) 100vw, 317px\" \/><figcaption>Michael Faraday (1861 ca) all&#8217;et\u00e0 di circa 70 anni.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tipi di sensori induttivi<\/h2>\n\n<p>In un semplice sensore di prossimit\u00e0 (chiamato anche rivelatore o interruttore di prossimit\u00e0), l\u2019alimentazione di energia elettrica determina un flusso di corrente alternata in una bobina (chiamata anche spira o avvolgimento). Quando un oggetto conduttivo o magneticamente permeabile, come ad esempio un disco di acciaio, si avvicina alla bobina, l\u2019impedenza della bobina cambia. Il superamento di una determinata soglia funziona come segnale di vicinanza dell\u2019oggetto. I sensori di prossimit\u00e0 vengono generalmente impiegati per rilevare la presenza o l\u2019assenza di un oggetto di metallo e l\u2019uscita spesso emula un interruttore. Questi sensori sono largamente utilizzati in applicazioni in cui l\u2019impiego di un interruttore tradizionale potrebbe risultare problematico, soprattutto per la presenza di acqua o sporcizia. Basta osservare un autolavaggio automatico o un carrello di atterraggio per rendersi conto di quanti sensori di prossimit\u00e0 vengono impiegati.<\/p>\n\n<p>I sensori a induttanza e riluttanza variabile normalmente producono un segnale elettrico proporzionale allo spostamento di un oggetto conduttivo o permeabile magneticamente (normalmente un\u2019asta in acciaio) rispetto a una bobina. Come per il sensore di prossimit\u00e0, l\u2019impedenza di una bobina varia in proporzione allo spostamento dell\u2019oggetto quando la bobina \u00e8 energizzata con una corrente alternata. Tali dispositivi sono comunemente utilizzati per misurare lo spostamento dei pistoni nei cilindri di tipo pneumatico o idraulico. Il pistone pu\u00f2 essere disposto in modo da passare sopra il diametro esterno della bobina del sensore.<\/p>\n\n<p>I synchro sono un altro tipo di sensore di posizione induttivo e misurano l\u2019accoppiamento induttivo tra le bobine mentre si muovono una rispetto all\u2019altra. Normalmente sono dispositivi rotativi e richiedono collegamenti elettrici sia alla parte mobile che a quella fissa (generalmente denominate rotore e statore). Sono in grado di offrire un\u2019elevatissima accuratezza e vengono impiegati nel campo della metrologia industriale, nelle antenne radar e nei telescopi. I synchro sono notoriamente costosi e attualmente sono stati in gran parte sostituiti dai resolver (brushless), ovvero un altro tipo di rilevatore induttivo ma con le connessioni elettriche solo sugli avvolgimenti dello statore.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Tipi_di_sensore_induttivo.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-6069\" width=\"486\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Tipi_di_sensore_induttivo.webp 1002w, https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Tipi_di_sensore_induttivo-768x438.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 486px) 100vw, 486px\" \/><\/figure><\/div>\n\n<p>I sensori a trasformatore LVDT e RVDT e i resolver misurano la variazione di accoppiamento induttivo tra le bobine, generalmente denominate avvolgimento primario e secondario. L\u2019avvolgimento primario si accoppia con gli avvolgimenti secondari creando tensione ma il rapporto tra l\u2019energia che si accoppia su ciascuno degli avvolgimenti secondari varia in proporzione allo spostamento relativo di un oggetto magneticamente permeabile. Nei sensori a trasformatore LVDT di solito si tratta di un\u2019asta di metallo che attraversa il foro degli avvolgimenti. Nei sensori a trasformatore RVDT e nei resolver, in genere un rotore di forma particolare o polo ruota in relazione agli avvolgimenti disposti attorno alla zona periferica del rotore. Tra le applicazioni tipiche dei sensori a trasformatore LVDT e RVDT si ricordano gli attuatori idraulici degli alettoni nel settore aerospaziale e i sistemi di controllo di motore e alimentazione. Le applicazioni tipiche dei resolver includono la commutazione nei motori elettrici brushless.&#13;\n<\/p>\n\n<p>Un vantaggio significativo dei sensori induttivi di posizione \u00e8 che la circuiteria di elaborazione del segnale associata non deve essere collocata in stretta prossimit\u00e0 delle bobine di rilevamento. Ci\u00f2 consente di posizionare le bobine di rilevamento in ambienti difficili, dove altre tecnologie, come i sistemi magnetici od ottici, potrebbero non essere utilizzabili data l\u2019esigenza di collocare la loro delicata elettronica al silicio in corrispondenza del punto di rilevamento.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Applicazioni dei sensori induttivi<\/h2>\n\n<p>I sensori induttivi di posizione sono molto apprezzati per la loro affidabilit\u00e0 anche in condizioni difficili. Di conseguenza, spesso rappresentano la scelta ideale per le applicazioni correlate alla sicurezza, che necessitano di elevata affidabilit\u00e0 in condizioni particolarmente critiche.<\/p>\n\n<p>Tali applicazioni sono comuni nel settore militare, aerospaziale, ferroviario e nell\u2019industria pesante. La solida reputazione di questi dispositivi deriva dalla fisica di base e dai principi di funzionamento che generalmente non sono influenzati o non dipendono da:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>contatti elettrici mobili<\/li><li>temperatura<\/li><li>umidit\u00e0, acqua e condensa<\/li><li>corpi estranei come sporcizia, grasso, graniglia e sabbia<\/li><\/ul>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Punti di forza e debolezza dei sensori induttivi<\/h2>\n\n<p>Per la natura stessa dei loro componenti, ovvero bobine, avvolgimenti e parti in metallo, i sensori induttivi sono in gran parte estremamente robusti. Data la loro solida reputazione non si pu\u00f2 non domandarsi perch\u00e9 i sensori induttivi non vengono utilizzati pi\u00f9 frequentemente. Il motivo \u00e8 che la loro robustezza fisica non \u00e8 solo un punto di forza ma anche di debolezza. I sensori induttivi tendono infatti a essere precisi, affidabili e robusti, ma anche grandi, ingombranti e pesanti. La precisione che devono necessariamente avere gli avvolgimenti delle bobine ne rende costosa la produzione, in particolare per i dispositivi ad elevata accuratezza. Al di l\u00e0 dei semplici sensori di prossimit\u00e0, il costo dei sensori induttivi pi\u00f9 sofisticati risulta proibitivo per molte applicazioni convenzionali.<\/p>\n\n<p>Un\u2019altra motivazione dell\u2019adozione relativamente bassa dei sensori induttivi \u00e8 la difficolt\u00e0 insita nella definizione delle specifiche per i progettisti, dato che per ogni sensore spesso \u00e8 necessario definire le specifiche e acquistare separatamente la circuiteria di elaborazione del segnale e dell\u2019alimentazione in c.a. Ci\u00f2 implica che \u00e8 necessaria un\u2019adeguata competenza nell\u2019elettronica analogica. Poich\u00e9 gli ingegneri pi\u00f9 giovani si concentrano principalmente sull\u2019elettronica digitale, il loro approccio tende a favorire alternative che rientrano in tale ambito.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La nuova generazione di encoder induttivi o incoder<\/h2>\n\n<p>Negli ultimi anni, tuttavia, sono apparsi sul mercato sensori induttivi di nuova generazione che stanno acquistando una crescente reputazione non solo nei mercati tradizionali, ma anche nei settori del consumo di massa. Questi sensori induttivi di nuova generazione sono in genere definiti encoder induttivi o \u201cincoder\u201d, cio\u00e8 una fusione dei termini encoder e induttivo. Si basano sugli stessi principi fisici dei dispositivi tradizionali, ma utilizzano schede a circuito stampato e la pi\u00f9 moderna elettronica digitale invece di trasformatori ingombranti ed elettronica analogica. L\u2019approccio \u00e8 pi\u00f9 elegante e consente di espandere la gamma di applicazioni dei sensori induttivi ai sensori 2D e 3D, ai dispositivi lineari a ottica ultra corta (&lt;1mm), alle geometrie curvilinee e agli encoder angolari ad alta precisione, inclusi i piccoli encoder rotativi e i grandi encoder rotativi.<\/p>\n\n<p>L\u2019uso dei circuiti stampati permette di imprimere i sensori su sottili substrati flessibili che possono anche rendere completamente superflui i cavi e i connettori tradizionali. La flessibilit\u00e0 di questo approccio, sia in termini fisici che di possibilit\u00e0 di realizzare prontamente progetti personalizzati per gli OEM, \u00e8 un vantaggio significativo di questa nuova tecnologia.<\/p>\n\n<p>Come per i sensori induttivi tradizionali, l\u2019approccio assicura misurazioni affidabili e precise in ambienti particolarmente difficili. Tuttavia, ci sono anche altri importanti vantaggi:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Costi ridotti<\/li><li>Maggiore accuratezza<\/li><li>Peso contenuto<\/li><li>Semplificazione dell\u2019ingegneria meccanica, attraverso l\u2019eliminazione di cuscinetti, guarnizioni e boccole<\/li><li>Dimensioni compatte, in particolare una corsa ridotta rispetto ai tradizionali sensori LVDT<\/li><li>Semplificazione dell\u2019interfaccia elettrica, normalmente alimentazione in corrente continua e segnale digitale assoluto<\/li><\/ul>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/sensore_lineare.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-6066\" width=\"676\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/sensore_lineare.webp 1002w, https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/sensore_lineare-768x215.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px\" \/><figcaption>Immagine di un sensore LVDT tradizionale (in alto) e di un sensore lineare Zettlex (al centro). In basso un righello. LVDT tradizionale Encoder induttivo Zettlex<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<p>I vantaggi sono chiaramente illustrati nell\u2019immagine precedente, che mostra un sensore a trasformatore lineare LVDT con una corsa di 150 mm e l\u2019alternativa di nuova generazione, un sensore realizzato da un produttore di attuatori lineari. La \u201ccura dimagrante\u201d risulta evidente, come in una sorta di foto del \u201cprima\u201d e del \u201cdopo\u201d. Questa differenza \u00e8 ancora macroscopica se si considera che il dispositivo di nuova generazione include i circuiti di generazione ed elaborazione del segnale (non mostrati nel sensore LVDT tradizionale). A titolo di confronto, il dispositivo Zettlex offre:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Un\u2019accuratezza maggiore di oltre dieci volte<\/li><li>Una riduzione del peso pari al 95%<\/li><li>Una riduzione dell\u2019ingombro del 75%<\/li><li>Un risparmio sui costi del 50%<\/li><li>Generazione diretta di dati digitali, eliminando la necessit\u00e0 della conversione da analogico a digitale<\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In genere, i sensori induttivi si utilizzano per misurare posizione o velocit\u00e0, in particolare negli ambienti difficili. 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