{"id":5481,"date":"2017-07-13T12:04:04","date_gmt":"2017-07-13T12:04:04","guid":{"rendered":"https:\/\/servotecnica.com\/direct-drives-e-direct-sensors\/"},"modified":"2023-05-01T18:20:16","modified_gmt":"2023-05-01T18:20:16","slug":"direct-drives-e-direct-sensors","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/servotecnica.com\/it\/direct-drives-e-direct-sensors\/","title":{"rendered":"Direct Drives e Direct Sensors"},"content":{"rendered":"\n<p>Parlare al giorno d\u2019oggi di motori diretti, o <em>direct drive<\/em>, \u00e8 in molti settori dell\u2019automazione industriale una tecnologia assodata mentre questa tipologia di motorizzazioni trova sempre pi\u00f9 ampio impiego anche in campi fino ad oggi riservati a sistemi pi\u00f9 tradizionali. Questo articolo confronta le possibili soluzioni cercandone i vantaggi e i punti critici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Terminologia<\/h2>\n\n\n\n<p>Teoricamente il termine motore diretto o <em>direct drive<\/em> pu\u00f2 essere applicato a qualsiasi motore a cui venga applicato direttamente il carico senza altri elementi di trasmissione quali ingranaggi, pulegge, catene, riduttori. Solitamente si riferisce all\u2019impiego di motori sincroni a magneti permanenti brushless, che trasmettono direttamente la loro coppia al carico. Spesso si sviluppano lungo il diametro, contenendone contemporaneamente l\u2019altezza e caratterizzati da un foro passante. Vengono individuati come motori coppia e sviluppano una coppia costante a tutte le velocit\u00e0, sino alla nominale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come funziona un direct drive?<\/h2>\n\n\n\n<p>I motori diretti funzionano in modo simile ai motori brushless. I magneti sono collegati al rotore mentre gli avvolgimenti sono disposti sullo statore del motore. Quando gli avvolgimenti sono energizzati, producono un campo magnetico che attira o respinge i magneti del rotore provocandone una rotazione controllata. Esistono sia direct drive rotativi che lineari.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/configurazione-motore-diretto-con-sensore-di-posizione-zettlex.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5470\" width=\"655\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/configurazione-motore-diretto-con-sensore-di-posizione-zettlex.jpg 1024w, https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/configurazione-motore-diretto-con-sensore-di-posizione-zettlex-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 655px) 100vw, 655px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>I motori diretti hanno solitamente un numero elevato di poli (&gt;20 e talvolta &gt; 100); sono disponibili motori torque da 1 mt di diametro, in grado di produrre coppie sino a 10 KNm. Molti si presentano come <em>frameless<\/em> ovvero senza alloggiamento e senza cuscinetti e sensore di retroazione. Questo permette ai costruttori di macchine, o agli integratori, di semplificare la loro struttura di alloggiamento, di dimensionare in proprio l\u2019albero e i cuscinetti ottimizzandone la forma, le dimensioni, il peso e le prestazioni dinamiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto coppia\/inerzia \u00e8 pi\u00f9 elevato rispetto ai tradizionali motori brushless, inoltre presentano una bassa costante elettrica. Ci\u00f2 significa che la coppia viene applicata rapidamente quando si applica tensione raggiungendo un\u2019ottima rigidit\u00e0 del sistema. I motori tradizionali sono progettati per generare coppia massima a velocit\u00e0 elevate, tipicamente oltre 1000 RPM, e dimensionati sulla potenza nominale. I motori torque sono invece normalmente dimensionati sulla coppia massima e continua anzich\u00e9 sulla potenza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pro e contro<\/h2>\n\n\n\n<p>I maggiori vantaggi dell\u2019impiego di motori diretti sono:<\/p>\n\n\n\n<p>Elevata prestazione dinamica e accuratezza nel controllo della posizione e della velocit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Assenza di giochi e usura<\/li>\n\n\n\n<li>Elevata affidabilit\u00e0: non essendoci parti meccaniche come ingranaggi, pulegge, guarnizioni, cuscinetti<\/li>\n\n\n\n<li>Compattezza: sviluppandosi sul diametro hanno un\u2019altezza minore e dispongono di un foro centrale<\/li>\n\n\n\n<li>Altro rapporto coppia\/inerzia e altro rapporto tra coppia e massa del motore diretto<\/li>\n\n\n\n<li>Basso ripple (cogging) di coppia<\/li>\n\n\n\n<li>Alta coppia a bassi giri<\/li>\n\n\n\n<li>Alta efficienza energetica: dovuta alla mancanza di elementi meccanici aggiuntivi<\/li>\n\n\n\n<li>Bassa rumorosit\u00e0 e basse vibrazioni autoindotte<\/li>\n\n\n\n<li>Assenza di manutenzione.<\/li>\n\n\n\n<li>Bassi consumi per raffreddamento: vista la geometria meccanica particolarmente favorevole<\/li>\n\n\n\n<li>Traferro relativamente grande: con buona resistenza agli urti e ottima soluzione in ambienti polverosi<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Le ragioni che spingono un progettista a scegliere un motore diretto sono le possibili prestazioni ottenibili e una maggiore dinamica rispetto a soluzioni tradizionali. Soprattutto disporre di un foro passante \u00e8 una soluzione per fare passare collettori elettrici, tubi pneumatici, cavi elettrici.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo svantaggio principale \u00e8 spesso pi\u00f9 percepito che reale; i direct drive sono a volte considerati pi\u00f9 costosi dei motori tradizionali. Spesso \u00e8 vero se paragoniamo semplicemente il costo delle motorizzazioni ma, una pi\u00f9 attenta e ampia valutazione che tenga conto delle parti meccaniche che vengono eleminate, della semplificazione meccanica complessiva, della riduzione di manutenzione ne fanno, anche economicamente, una soluzione vincente. Inoltre il costo dei motori diretti sta gradualmente diminuendo, anche grazie alla disponibilit\u00e0 di magneti al neodimio ferro boro (Nd-Fe-B) pi\u00f9 potenti e all\u2019aumento esponenziale avuto nell\u2019utilizzo di queste motorizzazioni. Un esempio tipico lo troviamo in applicazioni molto sensibili ai costi come le lavatrici in cui i motori tradizionali stanno per essere soppiantati dall\u2019impiego di motori torque, eliminando cinghie e pulegge, rendendo la trasmissione del moto pi\u00f9 silenziosa e affidabile. Le maggiori applicazioni di motorizzazioni dirette si possono trovare nelle macchine utensili CNC, nei sistemi di confezionamento, nella robotica, nei sistemi radar, in ambito militare, nelle telecomunicazioni, nelle tavole rotanti, nei telescopi. La gamma \u00e8 sempre pi\u00f9 ampia ed \u00e8 prevedibile un ulteriore ampliamento nel prossimo futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte dei motori tradizionali presenta intrinsecamente un forte cogging di coppia ma, vista l\u2019elevata velocit\u00e0 di esercizio, questo effetto risulta nella maggioranza dei casi irrilevante sulle prestazioni finali. I direct drive possono soffrire di questo inconveniente in modo pi\u00f9 accentuato a meno di impiegare dei feedback con maggiore risoluzione. \u00c8 sicuramente uno dei punti che ha rallentato l\u2019impiego di queste nuove motorizzazioni, dovendo impiegare dei controlli pi\u00f9 sofisticati per il comando degli stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma anche nel campo dei controllori sono stati fatti notevoli implementazioni arrivando a tempi di campionamento maggiori di 4 KHz a costi accessibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei maggiori vantaggi dei motori torque \u00e8 la trasmissione diretta e una maggiore precisione nel posizionamento, nel controllo della velocit\u00e0 e della dinamica. Invece di collegare il carico con un giunto, con catene o cinghie, con ingranaggi o pulegge un motore diretto si flangia al carico; non ci sono isteresi, giochi, movimenti persi qualsiasi sia la direzione del posizionamento. Ma questi vantaggi sono possibili solo in presenza di un dispositivo di retroazione ad alta risoluzione. I sensori di Hall, tipicamente impiegati per la commutazione di potenza, non offrono prestazioni adatte per consentire un posizionamento preciso e un adeguato controllo della velocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il foro del motore diretto \u00e8 sufficientemente piccolo, inferiore a 50 mm, vi \u00e8 un\u2019ampia gamma di feedback basati su tecnologia ottica, magnetica o induttiva. Poich\u00e9 la maggior parte dei sensori di posizione hanno una forma costruttiva che dispone di un piccolo albero di ingresso, questo ha comportato un problema nell\u2019integrazione dei motori torque.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima opzione \u00e8 di impiegare un encoder ottico, con alimentazione DC e uscita digitale assoluta o incrementale. Non sono adatti per ambienti con polveri o con liquidi, che comprometterebbero la generazione corretta dei segnali. Inoltre le tolleranze molto ristrette, gamma di temperatura di impiego ristretta, forte sensibilit\u00e0 a shock ne limitano l\u2019impiego. Gli encoder capacitivi possono superare queste problematiche ma le possibili scariche elettrostatiche diventano un limite. Gli encoder magnetici hanno una precisione bassa a causa dell\u2019isteresi magnetica e sono inoltre molto sensibili ai campi magnetici generati dal motore. La pi\u00f9 tradizionale soluzione rimane l\u2019impiego di resolver che danno una forte affidabilit\u00e0 e sicurezza applicativa, soprattutto in ambito aerospaziale e della difesa. Tuttavia sono molto ingombranti, pesanti e costosi, soprattutto quando dispongono di fori passanti superiori a 50 mm.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un nuovo approccio<\/h2>\n\n\n\n<p>Una nuova tipologia di sensore di posizione viene sempre pi\u00f9 impiegata come feedback dei motori torque, si tratti di sensori induttivi o incOders. Usano lo stesso principio elettromagnetico o induttivo dei resolver, ma invece degli avvolgimenti di trasformazione ingombranti, utilizzano circuiti stampati laminati, quindi meno costosi, pi\u00f9 compatti e pi\u00f9 leggeri. Invece dei complessi circuiti di alimentazione e elaborazione di segnali AC richiesti dai resolver, gli incOders utilizzano semplici interfacce elettriche simili a quelle impiegate dagli encoder ottici, alimentazione in DC e uscita digitale.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli incOders sono disponibili in formati assoluti o incrementali, segnali A e B, con risoluzioni fino a 22 bit, circa 4 milioni di conteggi per giro. Accuratezza inferiore a 40 arc-secondi, ovvero 0,01 \u00b0 e coefficiente di dilatazione termica molto bassa, inferiore a 0,5 ppm\/K. Sono state migliorate le prestazioni dinamiche grazie alla possibilit\u00e0 di raggiungere velocit\u00e0 di rinfresco di 10 KHz. Anche costruttivamente sono l\u2019ideale applicativo con un diametro largo, un profilo molto basso, un grande foro passante. Possono essere fissati meccanicamente al motore diretto senza ulteriori parti meccaniche come cuscinetti o guarnizioni o giunti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/sensore-di-posizione-induttivo-zettlex.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5473\" width=\"402\" height=\"268\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La combinazione di incOders e motori torque \u00e8 sempre pi\u00f9 preferita da molti integratori, i risultati ottenuti confermano che permettono di controllare i posizionamenti in modo altamente affidabile, dinamico e preciso anche per sistemi in ambiente medicale, aerospaziale, industriale e petrolchimico.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-16018d1d wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button is-style-fill\"><a class=\"wp-block-button__link has-white-color has-vivid-red-background-color has-text-color has-background wp-element-button\" href=\"\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Download PDF<\/a><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlare al giorno d\u2019oggi di motori diretti, o direct drive, \u00e8 in molti settori dell\u2019automazione industriale una tecnologia assodata mentre questa tipologia di motorizzazioni trova sempre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":12103,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[986],"tags":[],"class_list":["post-5481","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-white-paper"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - 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