{"id":15788,"date":"2025-12-22T09:47:00","date_gmt":"2025-12-22T09:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/servotecnica.com\/?p=15788"},"modified":"2026-01-07T10:16:19","modified_gmt":"2026-01-07T10:16:19","slug":"motion-per-lo-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/servotecnica.com\/en\/motion-per-lo-spazio\/","title":{"rendered":"Motion per lo spazio"},"content":{"rendered":"\n<p><em><a href=\"https:\/\/servotecnica.com\">Servotecnica<\/a> \u00e8 pronta a supportare le aziende del settore aerospaziale con la gamma di tecnologie per il controllo del movimento. Un\u2019offerta che include feedback, servomotori, azionamenti e rotary joint disegnati per operare nelle condizioni estreme tipiche dell\u2019ambiente spaziale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Portare nel settore Space tutto il portfolio di tecnologie per le applicazioni di Motion Control gi\u00e0 ampiamente consolidato nelle soluzioni a terra. \u00c8 questo il nuovo obiettivo strategico a cui lavora Servotecnica, proponendo ai costruttori del settore spazio, aerospazio e difesa una variet\u00e0 di tecnologie pronte a operare nelle condizioni operative estreme che caratterizzano i dispositivi impiegati nel comparto. Un ventaglio di soluzioni che include encoders, motori, azionamenti e rotary joint, alcune delle quali qualificate TRL 9 (Technology Readiness Level), quindi con il sistema reale testato in ambiente operativo e pronto alla commercializzazione come standard. Il punto di forza di Servotecnica \u00e8 costituito dall\u2019ampia gamma di prodotti, unita all\u2019esperienza ventennale nella produzione di collettori rotanti che possono essere customizzati secondo necessit\u00e0. A ci\u00f2 si sommano investimenti e iniziative avviate per mettere il proprio expertise al servizio delle aziende che operano nel settore della Space Economy.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Encoder vs Resolver<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo importante obiettivo di Servotecnica nel settore aerospace riguarda l\u2019introduzione di un upgrade tecnologico nell\u2019ambito dei trasduttori. I costruttori, infatti, impiegano storicamente i resolver per la loro robustezza, una tecnologia che per\u00f2 oggi risulta essere \u2018obsoleta\u2019, se pur ben consolidata, laddove l\u2019introduzione degli encoder porterebbe grandi vantaggi in molte applicazioni aerospace. \u201cUn primo importante tassello nella nostra strategia per lo Spazio concerne la sostituzione dei resolver multispeed con la tecnologia pi\u00f9 nuova e avanzata degli encoder a marchio <a href=\"https:\/\/flux.gmbh\/it\/\">Flux<\/a> presenti nella nostra proposta &#8211; spiega Lorenzo Protti, product manager in Servotecnica. Questo switch tecnologico offre ai costruttori di apparati spaziali una serie di vantaggi. Il resolver \u00e8 un dispositivo analogico, costituito di avvolgimenti in rame e di una struttura ferromagnetica e restituisce un segnale elettrico sinusoidale, mentre un encoder \u00e8 dotato di una propria elettronica interna che permette di trasmettere un segnale elettrico ad onda quadra, quindi digitale, e risulta pi\u00f9 stabile e affidabile. Il vero selling point degli encoder nelle applicazioni per lo Spazio \u00e8 per\u00f2 un altro: rispetto ai resolver multi-speed, un encoder \u00e8 molto pi\u00f9 economico. Sebbene, infatti, un encoder abbia pi\u00f9 componenti al suo interno, i resolver multi-speed impiegati nel settore necessitano di processi produttivi molto complessi e particolari. Inoltre, per leggere correttamente velocit\u00e0 e posizione angolare, un resolver necessita di grande attenzione nell\u2019assemblaggio in macchina del rotore rispetto allo statore, sia radialmente sia assialmente, mentre di contro un encoder offre grande semplicit\u00e0 di montaggio avendo tolleranze ben pi\u00f9 generose. A questo insieme di benefici, va aggiunta un\u2019importante considerazione: al mondo, i costruttori di questa speciale tipologia di resolver si contano sulle dita di una mano, il che comporta tempi di consegna lunghissimi, anche nell\u2019ordine delle 52 settimane di attesa. Tempistiche che diventano insostenibili con le scadenze dei programmi spaziali e richieste di customizzazione che societ\u00e0 di grandi dimensioni non sono in grado di offrire. \u201cIn tale ottica, lo stretto rapporto che abbiamo con Flux per la fornitura degli encoder ci permette anche di gestire con maggiore agilit\u00e0 richieste di modifiche e personalizzazione &#8211; aggiunge Protti -, servizio che distingue Servotecnica dai concorrenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Motion dalla Terra allo Spazio<\/p>\n\n\n\n<p>Gli encoder Flux proposti da Servotecnica trovano potenziale applicazione ovunque ci sia un movimento rotativo da controllare: bracci robotici, movimentazioni SADA (Solar Array Drive Assembly) per aprire, chiudere o orientare i pannelli solari sui satelliti, come anche il controllo del movimento delle ruote di un rover. Malgrado i molteplici benefici che l\u2019impiego di encoder in sostituzione dei resolver pu\u00f2 garantire ai costruttori del settore, ci si scontra per\u00f2 con una difficolt\u00e0, come spiega Alessandro Gomarasca, product development in Servotecnica: \u201cLe aziende del settore spazio sono molto conservatrici, anche a causa dei tempi e degli ingenti costi dei programmi spaziali e delle missioni, che le portano a non rischiare, abbandonando tecnologie consolidate. Nonostante sia molto difficile far breccia nei progetti dei pochi grandi big player del comparto attivi in Italia e in Europa, un\u2019interessante finestra si apre per\u00f2 con progetti di ricerca pi\u00f9 piccoli. Stiamo lavorando per alcune applicazioni e quando sar\u00e0 evidente che l\u2019utilizzo degli encoder per questi sistemi \u00e8 vantaggioso e stabile, ci aspettiamo un andamento in crescita propulsiva, effetto del passaparola che potr\u00e0 innescare il successo di queste prime applicazioni\u201d. Dove c\u2019\u00e8 qualcosa che si muove e un trasduttore per la misura del movimento angolare, deve esserci anche un motore, e nello specifico caso delle applicazioni spaziali si parla sempre di motori elettrici. La proposta di Servotecnica include i motori di <a href=\"https:\/\/www.gd.com\/\">General Dynamics<\/a>, corporation statunitense di grandi dimensioni con cui l\u2019azienda collabora, in grado di fornire motori adatti a resistere a shock e temperature estreme, sia durante la fase di lancio che nelle successive fasi operative.<\/p>\n\n\n\n<p>Elettronica di controllo e rotary joint<\/p>\n\n\n\n<p>Altro tassello importante nell\u2019offerta Servotecnica per lo Spazio \u00e8 rappresentato dalle soluzioni della californiana <a href=\"https:\/\/esimotion.com\/\">ESI Motion<\/a>, azienda nata una decina di anni fa che ha concentrato la propria attivit\u00e0 esclusivamente nel settore avionica, difesa e spazio. \u201cNell\u2019offerta di ESI Motion, di grande interesse per le aziende aerospaziali \u00e8 l\u2019elettronica di controllo, con una gamma di azionamenti costruiti specificamente per il settore, tutti con TRL 9, ovvero pronti per volare o che hanno gi\u00e0 volato &#8211; spiega Protti. Uno sul quale stiamo lavorando ora in Servotecnica \u00e8 il SuperNova, un azionamento TRL 9 adatto a tutte le orbite, quindi LEO, MEO e GEO (Low, Medium e Geostationary earth orbit) lunar and deep space. Il punto di forza \u00e8 l\u2019ingombro che risulta particolarmente contenuto. L\u2019offerta di ESI Motion per lo Spazio include quindi anche una batteria per i satelliti, che ha la particolarit\u00e0 di poter essere scaricata fino al 20%, mentre le normali batterie per queste applicazioni possono essere scaricate solo fino all\u201980% e poi vanno ricaricate con i pannelli. Completano la proposta ESI Motion gli attuatori rotativi, che offrono ai costruttori nell\u2019aerospace un pacchetto completo e assemblato con TRL 8, che include motore, encoder &#8211; in questo caso costruito internamente &#8211; e riduttore. Una soluzione molto compatta pronta da integrare nei sistemi spaziali, facilitando moltissimo il lavoro di certificazione. Servotecnica \u00e8 quindi in grado di proporre nel settore Spazio anche i rotary joint, realizzati in conformit\u00e0 ai requisiti richiesti dalle applicazioni spaziali, con alcune proposte di progetto gi\u00e0 in corso con le maggiori agenzie spaziali. \u201cil segmento al quale rivolgiamo il nostro interesse \u00e8 quello dei satelliti &#8211; dice Gomarasca -. Sebbene infatti veicoli spaziali e telescopi diano ottima visibilit\u00e0, se ne producono in poche unit\u00e0. Il mercato spaziale oggi \u00e8 pertanto orientato quasi tutto verso i satelliti, dove ci sono interessanti prospettive, con dispositivi grandi come automobili ma anche piccoli satelliti grandi quanto un PC, come ad esempio i CubeSats, che vengono lanciati in grandi quantit\u00e0 con un vettore per poi aprirsi in orbita con sistemi chiamati Sada, Solar array drive assemblies\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Certificazioni e investimenti<\/p>\n\n\n\n<p>Ad accomunare le tecnologie per lo Spazio offerte da Servotecnica \u00e8 quindi l\u2019omologazione ai severi requisiti richiesti per queste applicazioni. \u201cQuando si parla di TRL, ogni livello implica la rispondenza della tecnologia a una serie di test e requisiti &#8211; specifica Protti -. Ci\u00f2 significa che le tecnologie che proponiamo alle aziende del settore aerospace hanno superato i vari test per degassing, ossia che l\u2019oggetto immerso nel vuoto non libera gas, cos\u00ec come i test relativi ai cicli di vita e quelli sui componenti SMD nelle elettroniche. Inoltre, nelle saldature tra componente e board, le eventuali microbolle d\u2019aria devono essere limitate al massimo e devono rispettare le indicazioni degli standard ECSS o IPC Class 3 che ne definiscono forma e dimensione massima. Si tratta di oggetti che rispettano le indicazioni elencate nello European Cooperation for Space Standardization (ECSS), il vademecum europeo che indica le linee guida per le tecnologie destinate ad applicazioni spaziali atte a garantire tra l\u2019altro la resistenza a shock e vibrazioni, l\u2019idoneit\u00e0 dei materiali impiegati, e ancora il superamento dei test EMC per la compatibilit\u00e0 elettromagnetica, dei sistemi elettronici. Su questo fronte, Servotecnica sta quindi investendo anche per rafforzare le proprie strutture e capacit\u00e0 interne, con l\u2019arrivo di nuovi banchi prova entro la fine di quest\u2019anno che consentiranno di eseguire i test dei componenti in range operativi pi\u00f9 estesi, ricreando condizioni di vuoto e di vuoto in temperatura, o in intervalli di temperatura pi\u00f9 ampi, da -50\u00b0 C a +200\u00b0 C e oltre. Banchi prova che al contempo serviranno anche a rafforzare le capacit\u00e0 di test per i tradizionali componenti industriali, ma che daranno altres\u00ec una validazione preliminare della buona realizzazione delle tecnologie per lo Spazio, fornendo un\u2019importante indicazione in vista di ulteriori prove condotte presso societ\u00e0 esterne, con range applicativi pi\u00f9 ampi richiesti dalle certificazioni finali per gli utilizzatori nel settore aerospaziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Workshop per lo Spazio<\/p>\n\n\n\n<p>Per rafforzare le connessioni con il mercato e favorire il dialogo tra tutti gli attori della filiera, Servotecnica ha puntato negli ultimi anni sull&#8217;organizzazione di workshop tematici per sviluppare competenze e condividere esperienze. Un\u2019idea nata dal desiderio di organizzare incontri &#8220;dinamici&#8221; dove fosse possibile il confronto tra i clienti e i fornitori.&nbsp; A settembre si \u00e8 tenuto un roadshow dedicato allo spazio e la difesa costituito da due tappe, Milano e Roma, a cui hanno partecipato i due partner americani, Esi Motion e General Dynamics in cui sono state presentate le soluzioni pi\u00f9 innovative per il Motion Control, volte ad affrontare le sfide specifiche di questi settori, dove l\u2019affidabilit\u00e0, la precisione e le performance sono fondamentali. La partecipazione prevedeva un accesso limitato per garantire un\u2019esperienza esclusiva e un\u2019interazione con i relatori e i partner. Un\u2019opportunit\u00e0 per scoprire soluzioni all\u2019avanguardia in un contesto altamente specializzato, gradita da diversi clienti che hanno partecipato con entusiasmo all&#8217;iniziativa.&nbsp;A Roma, infatti, si \u00e8 registrata una forte affluenza, a dimostrazione di come l\u2019area sia pi\u00f9 ricca di aziende che servono grandi progetti, spesso sostenute da finanziamenti pubblici. Uno spiccato interesse ha suscitato soprattutto la disponibilit\u00e0 di elettronica gi\u00e0 certificata e pronta per volare con gli azionamenti ESI Motion, offrendo un\u2019opportunit\u00e0 interessante agli operatori che spesso devono avere internamente capacit\u00e0 per costruirsi i dispositivi in casa, sia per la parte meccanica che elettronica, per la produzione di piccoli lotti.<\/p>\n\n\n\n<p>tratto da <a href=\"https:\/\/meccanica-plus.it\/sfogliabile\/?pid=139759\">Progettare<\/a><\/p>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"core\/file\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!state.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Interview25_12_Svt_Esi_GD_Progettare-1.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:798px\" aria-label=\"Embed of Interview25_12_Svt_Esi_GD_Progettare.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-1ed4b785-3d7d-4214-b4dc-09ad6c2f9890\" href=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Interview25_12_Svt_Esi_GD_Progettare-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Interview25_12_Svt_Esi_GD_Progettare<\/a><a href=\"https:\/\/servotecnica.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Interview25_12_Svt_Esi_GD_Progettare-1.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-1ed4b785-3d7d-4214-b4dc-09ad6c2f9890\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Servotecnica \u00e8 pronta a supportare le aziende del settore aerospaziale con la gamma di tecnologie per il controllo del movimento. 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